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Un binomio stretto: i versi d’amore del più grande scrittore inglese, nonché drammaturgo più influente della cultura Occidentale – William Shakespeare – insieme alle songs dell’età Elisabettiana scritte da autori come John Dowland, Thomas Morley, Thomas Campion, Robert Johnson e William Byrd, hanno fatto da cornice per il primo evento della stagione concertistica 2019 “L’Hera della Magna Grecia”, organizzato dalla Società Beethoven Acam nella chiesa dell’Immacolata di Crotone. Un intreccio coinvolgente tra le note suonate dal maestro clavicembalista Basilio Timpanaro, la voce del soprano Picci Ferrari e i versi recitati dall’attrice Irene Timpanaro hanno fatto da “battesimo” alla prima uscita ufficiale della kermesse artistica. L’amore nelle “songs”, nei brani dell’epoca, è uno dei temi fondamentali e ricorrenti nelle opere di William Shakespeare: musica e amore sono strettamente congiunti nell’universo artistico del drammaturgo, dove la prima è definita “nutrimento dell’amore”. Il concerto andato in scena all’Immacolata è stato suddiviso in tre parti, con un unico filo conduttore: la prima – dal titolo “If music be the food of love” con brani di Byrd e Dowland come “Lord willobyes welcome” e “Come away, come sweet love”, e versi tratti da “La dodicesima notte” – la seconda “Lachrimae”, con un omaggio a “Sogno di una notte di mezza estate” – e la terza “Sigh no more” con brani di Morley come “It was a lover and his lass” versi di Shakespeare tratti da “Molto rumore per nulla”.

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